
Come moltissimi altri giochi per console, New Super Mario Bos è stato diffuso via internet molto tempo prima del suo rilascio ufficiale nei negozi.
Vi ricorderete senz'altro che una copia di NSMBW fu resa pubblica sulle più conosciute reti p2p addirittura una settimana prima della sua uscita ufficiale.
Ebbene, Nintendo non rimase con le mani in mano ad osservare imperterrita i seed delle reti torrent e le fonti di emule che crescevano di minuto in minuto in modo esponenziale: indagò sull'origine della fuga di dati, giungendo alla conclusione che l'ignoto uploader era un dipendente di un negozio in Australia, dove il gioco è stato distribuito prima rispetto ad altri paesi.
Nintendo fatta la scoperta ha denunciato subito l'uploader, ottenendo dalla polizia del posto i mandati di perquisizione necessari a continuare le indagini...
Secondo quanto diffuso dai media, i legali di Nintendo hanno chiesto all'imputato ben 1,5 milioni di dollari australiani di danni, più altri 100.000 dollari per le spese processuali (circa 1 milione di euro in totale).
E tutto questo nonostante il lancio commerciale di New Super Mario Bros Wii sia stato un successo, con più di 10 milioni di unità vendute.
Ma la storia non finisce qui: come riportato anche nel comunicato stampa, l'imputato non è stato condannato a risarcire Nintendo, ma è stato stipulato un accordo tra le parti, perchè appurato che il giovane aveva prodotto e diffuso la copia a soli scopi di backup. A quanto pare sarebbero infatti stati menzionati le decine di migliaia di persone che scaricano illegalmente il gioco, mentre lo scopo dell'upload era solo di utilizzo prettamente personale (ma davvero?)
Nintendo (fortunatamente per l'uploader) non è riuscita nei suoi intenti... ma se gli uploader fossimo noi?
Il principio di punirne uno (praticamente rovinandogli la vita) per educarne migliaia è valido?
A voi i commenti.










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